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18 giu
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Le “penne USB” ormai sono entrate a far parte della nostra vita di ogni giorno, ci permettono di trasportare diverse tipologie di dati senza il molt0 ingombro dei CD o dei DVD e con la possibilità di essere svuotata e riempita con altri dati; comunque ci siamo abituati a penne di grandezza contenuta, come 4, 8, 16 GB non di più, ma una novità appena nata è destinata a stupire chiunque: parlo delle nuove unità lanciate dalla Kingston, con capacità di ben 32, 64, 128 GB. Queste unità sono fatte apposta per coloro i quali vogliono trasportare enormi quantita di materiale, che ora potranno abbandonare gli Hard Disk portatili, che comunque sono più ingombranti di una pen drive Unica pecca è il fatto che queste unità, che la Kingston ha chiamato DataTraveler 200, usano il sistema USB 2.0, che riduce di moltissimo la velocità di trasferimento, ( un massimo di 35 MB al secondo |
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15 giu
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Vi parlerò di un titolo, X-Men Le Origini: Wolverine, davvero ben fatto, che, per gli amanti del genere azione ma con una spruzzatina di splatter/enigma (
Il gioco ripercorre la trama dell’appena uscito film, naturalmente vengono esaltati i poteri di Logan, dando vasto spazio alle mosse che utilizzano gli artigli, ma sempre contando su di un fattore grafico e spettacolare eccellente, mentre il sangue scorre a fiumi in ogni sincolo istante di gioco. La possibilità di ampliare nel corso del gioco le abilità del personaggio, salendo di livello, ci permetteranno di potenziare Wolverine, usando tutti i bonus che si trovano durante le tante ore di gameplay. La trama è ben curata senz’altro, e si dirama in missioni con ordine cronologico inesistente, cioè le missioni si succedono come se fossero ricordi, o meglio frammenti ti ricordi. Vengono aggiunte alcune parti non presenti nel film, come la comparsa di Mysticao lo scontro contro boss che nel film naturalmente non potevano esserci, arrivando addirittura ad uno scontro con una Sentinella, che, per i non proprio esperti di fumetti o non prorpio amanti degli X-Men, è un robot enorme progettato per distruggere i mutanti. Usando il motore grafico Unreal Engine 3, già usato per un titolo come Mirror’s Edge, la grafica risulta veramente avvolgente, anche se in alcuni casi non si rivela completamente efficace: gli scenari sono molto ben curati, i giochi di luce ed ombra vengono utilizzati molto bene, ma una delle cose più interessanti è la varietà di nemici, che si diversificano per caratteristiche, armamentario e resistenza, senza contare poi i diversi boss, ovvero Leviatani, Prototipi W.E.N.D.G.O. , Sentinelle minori ( non ricordo il nome preciso
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11 giu
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Questo gioco, non molto ben visto dalla critica, in quanto ricorre ad uno stile di gioco diverso da quello abituale, cioè non più città, polizia e corse clandestine, ma bensì gare su circuiti chiusi, legali e sponsorizzate. In questa serie si dà molto valore alle prestazioni, che variano a seconda delle modifiche apportate alle 70 auto (con i vari bonus). La trama tratta di Ryan Cooper, corridore appena uscito dalle gare illegali su strada, che dovremo portare alla fine, gareggiando per arrivare a sconfiggere il “boss” RYO. Le gare si dividono in: Gare “Aderenza”, ovvero vere e proprie gare in cui vince chi taglia per primo il traguardo, questo tipo di gara si divide a sua volta in “Aderenza” e “Classe Aderenza”, cioè due gruppi di auto, ma il giocatore dovrà affrontare solo il prorpio gruppo; Gare “Derapata”, che consistono in percorrere piccoli tracciati cercando di raggiungere un sufficente numero di punti per poter superare l’evento, diviso in tre round; Gare “Velocità”, in cui si spinge al limite l’auto, dunque controllandola più possibile. Questo evento e varatterizzato da checkpoint, fondamentali nel secondo tipo di questo evento, ovvero “Velocità Massima” dove viene registrata la velocità ad ogni checkpointe e sommata alle altre; Gare “Accelerazione”, svolte su circuiti di 1/4 o di 1/2 di miglio, in cui si sprigionano usando il cambio manuale, tutti i cavalli del motore. In questa modalità sono consigliate le Muscle Car americane; inoltre, con sufficente potenza si possono fare impennare le auto Il gioco risulta molto longevo, circa 20/25 ore per tutti i King e 45/50 ore per tutti gli eventi; i particolari sono molto ben curati, lasciando molto stupefatti dal realismo di tutto il gioco. Per quanto riguarda la veste del Tuning , Pro Street, non lascia per niente a desiderare, anzi, le modifiche estetiche sono numerose, soprattutto per le aerografie, con la possibilità di creare numerosissimi livelli. L’innovativo autosculpt, inserito dal capitolo Carbon in poi, risulta migliorato con fuzioni che permettono il monitoraggio di ciò che comporta ogni modifica.
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1 giu
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Analisi dei componenti della Scheda Madre
Ion è il chipset che NVIDIA ha lanciato come antagonista di Intel 945GC, che fa coppia fissa con le CPU Intel Atom sulla quasi totalità dei netbook e nettop. NVIDIA ha studiato molto i difetti del proggetto Intel, contando anche molti “errori” e “mancanze” del 945GC. MCP7A si presenta come soluzione per garantire agli utenti performance grafiche migliori rispetto agli “Atom based”, con una connettività degna di nota e la capacità di riprodurre tutti i contenuti in HD: visto che, anche se da subito si è apprezzato il design compatto delle prime soluzioni desktop, si sono evidenziate chiaramente le loro limitazioni. Le dimensioni, il parco consumo energetico e il calore prodotto molto contenuti sono elementi ideali per la realizzazione di un media-center o di un HTPC; Intel 945GC non è però in grado di garantire potenza di calcolo sufficiente, difetto che NVIDIA è riuscito ha eliminare. Nonostante Ion si presenti sul mercato come un “rivale” di 945GC, sarebbe più propenso additarla come alternativa. Le dimensioni della scheda sono quelle specificate dallo standard Mini-ITX, la IONITX-A misura pertanto 170×170mm, dove troviamo un dissipatore passivo che raffredda processore e chipset, mentre sul “retro” notiamo due slot per le memorie DDR2: MCP7A è infatti in grado di garantire supporto fino a 4GB di memoria in dual-channel. La scheda madre di Zotac è dotata di un molex( soprattutto per garantire il funzionamento di un’unità ottica ed un disco) cui è possibile collegare le periferiche fondamentali per il funzionamento del sistema. Il comparto generalmente definito “connessioni” è il punto di forza della soluzione di Zotac: sei porte USB 2.0 e una eSATA, è un numero sufficiente di porte per il collegamento delle più comuni periferiche. A queste vanno sommate tre uscite video, VGA, DVI e HDMI per il collegamento al massimo di due monitor in contemporanea, oltre ai due SPDIF coassiale ed analogico e le tre uscite HD-audio che consentono di collegare sistemi di diffusori acustici 5.1. L’unico dissipatore della scheda Mini-ITX di Zotac si rimuove svitando quattro viti posizionate sul posteriore della scheda madre. Qusto risulta composto da due blocchi, uno per il chipset e uno per la CPU, le quali aree di dissipazione sono equamente suddivise. Smontato il dissipatore notiamo la disposizione dei due componenti che rappresentano il vero cuore di questa piattaforma: il processore Atom, posizionato sulla parte più esterna della scheda, più piccolo della MCP7A: questa CPU è progettata per garantire un costo di produzione minimo, di conseguenza ogni particolare è studiato affinchè si raggiunga questo obiettivo. Per non schiacciare troppo i due chip, Zotac ha posizionato ai lati degli stessi due piedini di gomma. Atom 330 è un processore Dual core, processori caratterizzati dall’utilizzo di un design di tipo MCP (Multi chip packaging), approccio già adottato in passato da Intel. Il processore è dunque di 1,6GHz, cache L2 da 1MB divisa in due blocchi e TDP massimo di 8 Watt. L’alimentazione della scheda prevede la presenza di un alimentatore esterno. BiosNel Bios, la schermata principale mostra tutte i parametri delle funzioni fodamentatli di CPU e della memoria con cui è equipaggiato il sistema. Sulla finestra “chipset” è possibile impostare e leggere i parametri di impostanzione di northbridge e southbridge. Nel primo caso si potranno modificare opzioni legate alle performance, tipo voltaggio delle memorie e del chipset, o disattivare rumori durante l’avvio del sistema. Più ricca di fuzioni, la finestra di regolazioni del southbridge, serve a disattivare o attivare funzioni del sistema, come il chip dedicato alla decodifica audio. Tra le funzioni più importanti c’è la “frame buffer size” per scegliere la quantità di memoria da dedicare al controller grafico integrato. |
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29 mag
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Da ormai circa 6 mesi sono in vendita le CPU di nuova generazione Intel denominate Nehalem, conosciute meglio come Core i7, che hanno riscosso molto successo e le vendite sono state talmente alte, che si sta sempre più sviluppando l’architettura LGA 1366 con memorie DDR3. Intel nonostante ciò, ha voluto puntare su CPU di fascia bassa, ovvero su Core i5, nome in codice di Ibex Peak, CPU che non integrano nel loro interno il memory controller triple channel, e lavorano a frequenze pari ma con la differenza di socket, queste infatti utilizzeranno LGA 1156 o 1160 ( non conosciamo ancora il successore poiché si dice che LGA1160 sia stato ritirato dal mercato ancor prima di uscire ) Prima ancora che Intel commercializzasse queste CPU, attese per la fine del terzo trimestre del 2009, alcune società produttrici di schede madri si sono distinte per la produzione di Motherboard per Ibex Peak con il chipset P55 OnBoard. Parliamo della società Taiwanese Gigabyte, conosciuta al mondo come la migliore società per la produzione di Schede Madri adatte all’overclock. GA P55-UD5 è la nuova scheda madre annunciata da Gigabyte negli ultimi giorni, essa include nuove tecnologie, tra cui connettori eSATA e SATA III Ecco alcune foto da TweakTown: Ciò che subito balza all’occhio sono il sistema di raffreddamento ad heatpipe adottato da Gigabyte e i regolatori di tensione proposti a 24 fasi
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Possiamo notare anche tutte le connessioni fornite da questa scheda, abbiamo 8 porte USB, 1 PS/2, 1 SPDIF, 2 Firewire, 2 RJ45, 2 eSATA, e un sistema audio fornito da 6 jack